Quando nei romanzi compare l’IA, spesso è uno stereotipo. O è il demone, o è il maggiordomo geniale. Due caricature opposte che hanno lo stesso difetto: ti tolgono la responsabilità.
A me preoccupa una cosa più sporca e più vera: la delega.
La delega è comoda. La delega è persuasiva. La delega ti fa credere che non stai scegliendo, stai solo “ottimizzando”. E quando una società si abitua a delegare, non serve un cattivo. Basta un’abitudine che diventa dipendenza. Rumore:77 non nasce dalla paura dell’IA come entità. Nasce dalla paura di quanto siamo disposti a consegnare, pur di non reggere il peso di certe decisioni. Anche quando la decisione è semplicemente ammettere: “Non lo sappiamo fare”.
La mia polemica è questa: oggi vendiamo automazione come serenità. Ma la serenità è spesso solo anestesia.
Se questa cosa ti tocca, il romanzo è quel tipo di thriller che non ti chiede “chi è il cattivo”, ma “chi si prende la colpa”.



