Un archivio sembra neutro. Un archivio sembra “ordine”. In realtà un archivio è una scelta: cosa resta, cosa sparisce, cosa viene classificato come irrilevante.
Nella narrativa recente vedo spesso la nostalgia per i misteri “romantici”. Io invece volevo un mistero burocratico. Un mistero che non ha bisogno di incappucciati. Ha bisogno di procedure.
Perché la verità, nella vita reale, raramente viene cancellata con un falò. Viene spostata di cartella. Viene rinominata. Viene riscritta come “anomalia non riproducibile”. Viene trasformata in un documento che nessuno aprirà perché “non è prioritario”.
Rumore:77 nasce anche da questa rabbia: l’idea che la realtà possa essere manipolata senza mentire apertamente. Basta amministrarla.
E se sembra poco sexy, è perché siamo abituati a cercare il dramma dove fa rumore. Io invece volevo guardare dove il rumore viene fatto sparire.


