La fantascienza non vi deve piacere

La fantascienza di oggi è ottimizzata per chi vuole sentirsi profondo senza fare fatica. Astronavi che sembrano pubblicità di profumi, intelligenze artificiali cattive ma fotogeniche, rivoluzioni guidate da sedicenni con i capelli perfetti. Funziona perché l’utente medio è fondamentalmente un idiota — e chi produce contenuti lo sa, lo misura, e ci costruisce sopra un business.
Parlo di scienza, di intelligenza artificiale (quella vera, non quella delle presentazioni con le slide animate), di tecnologia come sistema di vincoli più che di soluzioni. Parlo di cose che complicano, non di cose che rassicurano.

Il mio punto di partenza è semplice: se la tecnologia risolve tutto, la storia è finta. Se la tecnologia complica tutto, la storia diventa umana. Vale per la narrativa, vale per come raccontiamo l’IA, vale per quasi tutto.

Se siete qui per sentirvi dire che il futuro sarà bello e giusto, avete sbagliato blog.